Guterres apre l’Assemblea Onu: “I leader sfruttino questa settimana per lavorare a una de-escalation in Medio Oriente”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Le linee di frattura nel nostro mondo si stanno allargando. Le crepe sono diventate voragini, le divisioni geopolitiche si sono accentuate e le disuguaglianze si sono intensificate”. Così il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aprendo l’Assemblea a New York. “Siamo chiaramente andando verso un mondo multipolare e questo movimento è irreversibile. Ma ci sono diversi modi in cui la multipolarità può prendere forma: una possibilità è un mondo di fragmentazione e di transazionalismo”. Ma “esiste un’altra strada: un percorso verso una multipolarità basata su reti, un mondo fondato sull’interdipendenza e sostenuto da una fitta rete di connessioni economiche, politiche, sociali e tecnologiche; un mondo in cui molteplici centri di influenza coesistono all’interno di un quadro comune di diritto internazionale e di regole condivise. Un mondo simile può aiutarci a evitare tendenze egemoniche e quella che ho definito la ‘grande frattura’: la divisione del mondo in due blocchi rivali. Dobbiamo evitarlo”, spiega.

“In Ucraina, l’invasione su vasta scala da parte della Russia ha sottoposto un paese sovrano a una guerra brutale, in palese violazione della carta. I civili continuano a essere uccisi lontano dalle linee del fronte, soprattutto in Ucraina, ma più recentemente anche in alcune zone della Russia”, ha detto. “Le infrastrutture energetiche e di trasporti sono state oggetto di attacchi, minacciando le forniture di cibo ed energia e le catene di approvvigionamento a livello globale”, ricorda.

“In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando. Faccio appello ai leader presenti perché massimizzino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. E insieme mandiamo un messaggio chiaro a tutti: i combattimenti si devono fermare, gli aiuti umanitari devono poter circolare, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere completamente ripristinati, in accordo con il diritto internazionale“, ha esortato Guterres.

“Dobbiamo anche riformare il Consiglio di sicurezza, in modo da riflettere il mondo di oggi con la legittimità e l’efficacia che i problemi di oggi richiedono”. “Il Consiglio di sicurezza è stato disegnato all’indomani della Seconda guerra mondiale, ma il mondo è profondamente cambiato da allora“, ha detto.

“Oggi il potere scaturisce sempre più dai dati, dalla capacità di calcolo e dagli algoritmi. Questo nuovo potere è fortemente concentrato, avanza a una velocità straordinaria e corre più in fretta della nostra capacità di comprenderne appieno le conseguenze” ma “il pericolo non è la tecnologia in sé, risiede nella tecnologia priva di responsabilità, nella capacità senza supervisione, nei processi decisionali privi di trasparenza”. “Il primo dovere dei governi è proteggere i propri cittadini, devono assumersi le proprie responsabilità. E i governi che dispongono delle maggiori capacità nel campo dell’IA hanno una responsabilità più grande nei confronti dell’umanità: quella di stabilire canali di dialogo, trasparenza, fiducia e cooperazione“, spiega.

“I paesi alla guida di questa rivoluzione tecnologica devono condividere informazioni sui rischi emergenti per la sicurezza, collaborare a test e valutazioni e lavorare a misure di salvaguardia comuni che proteggano tutti noi. Ma poiché la questione ci riguarda tutti, il coordinamento globale è indispensabile”. Per questo “in primo luogo, dobbiamo promuovere le condizioni per uno sviluppo responsabile dell’IA e adottare le ulteriori misure di salvaguardia necessarie per affrontare i rischi; in secondo luogo, lavorare a un quadro multilaterale per la gestione dei rischi dell’IA, sostenuto da una supervisione credibile e indipendente. In ogni nostro sforzo, dobbiamo garantire che nessun paese venga lasciato indietro”.

“Le Nazioni Unite esistono perché il potere richiede regole e l’umanità ha bisogno di un luogo in cui il potere risponda ai principi”. “Il mondo non ha bisogno di Nazioni Unite più deboli, ha bisogno di un’ONU abbastanza forte da affrontare il mondo com’è, e abbastanza determinata da costruire il mondo come dovrebbe essere”, sottolinea. “Dopo dieci anni, nutro una convinzione ancora più forte di quando sono arrivato: il potere più grande non è dominare, ma costruire un futuro che funzioni per tutti. Il nostro futuro comune dipenderà dalla capacità dell’umanità di governare il potere con saggezza: affermando il diritto prima che l’impunità diventi la norma, ponendo fine alle guerre prima che distruggano intere generazioni, affrontando le disuguaglianze prima che le società si frantumino, accelerando l’azione per il clima prima di superare il punto di non ritorno e governando l’intelligenza artificiale prima che sia lei a governare noi. Questa è la sfida che attende l’Assemblea Generale, le Nazioni Unite e l’umanità stessa”, conclude. “Continuerò a sostenere con forza la convinzione che la pace sia possibile, che la dignità umana sia universale, che il diritto debba prevalere sulla legge del più forte e che valga la pena battersi per il nostro futuro comune. Continuerò a difendere i valori della Carta delle Nazioni Unite e non mi arrenderò mai”.

– foto IPA Agency –

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