ROMA (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annulla gli attacchi in Iran pianificati per stasera. Lo annuncia lo stesso presidente in un post sul social Truth. “Considerato che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera – scrive Trump -. Le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore fino alla finalizzazione di questo accordo – data e luogo della firma saranno annunciati a breve”.
MEDIA “MANCA L’OK FINALE DI KHAMENEI”
Secondo fonti citate da Axios, funzionari iraniani hanno comunicato a diversi Paesi che i colloqui di Teheran hanno prodotto un accordo di principio, ma la guida suprema Mojtaba Khamenei deve ancora dare l’approvazione finale. Le fonti hanno affermato che le divergenze si sono ridotte su tre questioni chiave: il meccanismo per lo sblocco dei beni congelati dell’Iran, la questione più importante per gli iraniani; le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz durante il periodo di cessate il fuoco di 60 giorni; come si svolgeranno i negoziati sul programma nucleare iraniano durante il periodo di cessate il fuoco di 60 giorni.
Nelle ore precedenti fonti diplomatiche di alto livello avevano riferito ad Al Arabiya che l’Iran aveva consegnato la sua risposta al messaggio trasmesso dal ministro dell’Interno pakistano. Un alta fonte diplomatica ha smentito le voci su un possibile stallo negoziati tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che “non c’è alcuna verità” su un presunto fallimento del percorso di dialogo. Secondo la stessa fonte, Pakistan e Qatar hanno intensificato nelle ultime ore i loro sforzi per favorire un accordo, con i negoziati tra Teheran e Washington che “proseguono”. Nel frattempo, Stati Uniti e Iran hanno continuato a scambiarsi attacchi armati anche dopo l’entrata in vigore di una tregua temporanea, mentre i mediatori cercano senza successo di porre fine al conflitto, giunto ormai al quarto mese. Il presidente Trump ha più volte affermato che un accordo è “imminente”, pur minacciando di riprendere i bombardamenti in assenza di progressi concreti.
Nelle prime ore di ieri, l’esercito statunitense ha colpito le difese aeree e i siti radar intorno allo Stretto di Hormuz, in risposta all’abbattimento di un elicottero d’attacco americano avvenuto lunedì nei pressi del passaggio strategico. All’alba di oggi, il Pentagono ha annunciato nuovi raid contro “capacità di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e postazioni di difesa aerea iraniane”, definendoli una risposta a “un’aggressione ingiustificata e continuata” da parte di Teheran. L’Iran ha replicato lanciando missili e droni contro basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein. Un funzionario statunitense ha riferito che non si sono registrati danni rilevanti.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha confermato di aver condotto attacchi contro obiettivi in quei tre Paesi. Il Comando Centrale americano ha dichiarato concluse le operazioni dopo circa quattro ore. Il conflitto ha causato migliaia di vittime e interrotto quasi un quinto delle forniture mondiali di petrolio greggio e gas naturale liquefatto, facendo schizzare i prezzi. L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco dei porti iraniani.
– foto IPA Agency –
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